Vorreste mai far parte di un club del Metaverso…

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…che accettasse tra i suoi soci uno come voi?

Sullo schermo pixelato più grande d’Italia dopo quello del Jova Beach Party, in eventi a cadenza non regolare, vanno in scena le riunioni a numero chiuso della massoneria digitale che è in combutta per definire il Metaverso, nell’unica maniera che i makers digitali possono concepire per definirlo: costruendolo. Questo piccolo scampolo di Silicon Valley spuntato non troppo casualmente da un appezzamento del trevigiano avviene nel campus dell’incubatore più famoso d’Italia, HFarm, che nel frattempo è diventato molto di più, e molto più orientato alla formazione e alla didattica.

A fondare il club, e co-gestirlo, è Diego Pizzocaro, CMO di ForceManager, startupper che è riuscito nel sogno che tutti gli startupper, quello di vendere la sua startup (la chimerica “exit”) e a farsi assumere da chi l’ha comprata. “L’idea che ci muove è presidiare il nuovo mondo che sta nascendo intorno al Metaverso, ma con un taglio nostro particolare”. Colpisce infatti che nessuno degli eventi del club della peraltro remota – la sede è a Roncade, provincia di Treviso – HFarm sia accessibile via web, in streaming: “Preferiamo condurre gli eventi solo in presenza per creare davvero un circolo di persone che si conoscono de visu. Almeno il primo contatto lo facciamo avvenire nel mondo reale, poi per il resto, le soluzioni a distanza non mancano”, conferma Pizzocaro. 

Ad oggi, il club si è riunito tre volte: due la scorsa primavera e una questo novembre. Tra i relatori, Alberto Antinucci, AI Project Manager di Sapiens Analytics, ha approfondito il concetto di Virtual Land, perché esiste e come viene valorizzata la proprietà immobiliare virtuale, partendo dai casi reali come quelli di Decentraland e Sandbox, ed evidenziandone le principali criticità in ottica futura. Nunzio Fiore, CEO e Founder di Memori.ai, ha approfondito tematiche cyberpunk, sottolineandone le analogie con il presente ed esplorando il ruolo delle intelligenze conversazionali come vero abilitatore di un metaverso condiviso.

Non poteva mancare ovviamente il settore del gaming, rappresentato da Gero MiccichèDevelopment Director del colosso dei videogiochi EA che è partito dal suo lavoro sul nuovo capitolo della nota saga “Need for Speed” per esemplificare come paradossalmente per una volta sia proprio il gaming il fulcro da cui muoverà probabilmente anche il mondo del business. Ad Alessandro Raboni, Head of growth di Transak, è toccato il ruolo di delineare l’evoluzione dei mezzi di pagamento nel metaverso e la nuova meta-economia che ne deriva.

Infine Svetlana Yakuninafondatrice di Honey, una realtà specializzata nella realizzazione di abiti per il metaverso, è intervenuta sul ruolo che avrà la moda virtuale nel futuro della shopping experience alle prese con il metacommercio a livello internazionale. 

Il club del metaverso funziona anche per supportare le dinamiche di scambio e di creazione di un humus fertile: non è un caso che nella prossima sessione, tra dicembre e gennaio, si presenterà il progetto di Metapoetry, il primo caso noto di poesia nel metaverso, nato proprio da un intervento sul palco a margine del primo incontro del club, e realizzato da Alterego Digital Lab sui versi del collettivo dei Mitilanti. Un progetto che, non a caso, ha coinvolto anche alcuni ex studenti di Big Rock, l’academy dedicata proprio alla renderizzazione virtuale dentro il campus di Roncade.

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